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La deadline per la presentazione dei contributi scientifici è stata posticipata al 31 luglio 2008

Ma c’è ancora qualche cosa di nuovo da dire ai congressi di Allergologia? Quando si comincia a scrivere un programma questo dubbio sembra legittimo. Poi si inizia a scorrere la letteratura e si scopre che nell’anno precedente e in quello in corso ci sono centinaia di pubblicazioni che introducono nuovi elementi di conoscenza sia nel campo della ricerca di immunologia di base che in quello della allergologia e immunologia clinica. Diventa allora difficile selezionare gli argomenti da proporre.

Il Comitato Scientifico ha cercato di trovare un equilibrio tra le novità di maggiore interesse nel versante della immunoallergologia di base e gli aggiornamenti nei settori della diagnostica e terapia sia delle malattie allergiche IgE mediate che di altre malattie a patogenesi immunologica, Si vuol tentare di dare più spazio agli interventi “dalla sala” mediante la presentazione e discussione interattiva di alcuni casi clinici e riservando più tempo alle domande ai relatori.

Tra gli argomenti trattati si è ritenuto utile inserire un confronto concreto e costruttivo per la riorganizzazione dell’assistenza nel settore immuno – allergologico. Tutti sappiamo che le malattie IgE mediate colpiscono ormai circa un quarto della popolazione del mondo occidentale e non a caso si parla di “epidemia allergica”. A fronte di questo dato la disciplina non trova ancora, nel nostro paese come in molti altri in Europa, una sua appropriata collocazione organizzativa all’interno dei sistemi sanitari nazionali o regionali. La trasversalità della materia ne è certamente una causa, ma non può essere assunta come scusante. La complessità dei meccanismi immuno-patogenetici e le peculiarità diagnostiche e terapeutiche, la cui conoscenza è in continua evoluzione, giustificano infatti l’autonomia della disciplina, che deve essere valorizzata e appropriatamente collocata, nell’interesse primario dei pazienti e dell’economia gestionale dei servizi sanitari. Si tratta di trovare nuovi assetti organizzativi e nuovi livelli di collaborazione con le varie branche specialistiche alle quali lo specialista in Allergologia e Immunologia Clinica può portare il proprio specifico contributo. Mi pare che queste riflessioni emergano sempre più chiaramente nei nostri congressi ed anche nella letteratura internazionale.

Vorrei ricordare che questo 25° Congresso Nazionale, segna un momento importante nella storia della nostra Società, che può vantarsi di essere stata la prima ed unica in Italia per molti anni e tra le prime in Europa e che ha indubbiamente contribuito in modo determinante allo sviluppo dell’Allergologia nel nostro Paese. Con la recente costituzione della Federazione fra le Società Italiane di Immunologia, Allergologia e Immunologia Clinica si è attualmente avviato un processo di dialogo e di collaborazione che potrà portare ad una maggiore unità di intenti ed a risultati concreti anche nella direzione di una effettiva riunificazione. Questa, per me, è più che una speranza.

Dipenderà da tutti noi e in primo luogo da chi ha e avrà responsabilità a livello nazionale e regionale proseguire e accelerare un cammino che risponda agli interessi della collettività ed alla tutela della nostra dignità professionale.

Angelo Passaleva